L'opera consiste in un antico manichino derivante da una serie prodotta a Berlino risalente agli anni venti. Trasformandolo in "Emergenza" ed aggiornandolo ad un'iconografia dei tempi moderni, questa scultura permette osservazioni sui media del nuovo mondo. La scultura rappresenta un ragazzo angelico adolescente che sogghigna con aria fiera e che presenta una forte personalità dovuta al suo gesto espressivo ed al suo atteggiamento.
Per quanto riguarda l'installazione, si tratta di una cassa di risonanza concettuale del nostro tempo: l'oggetto è proiettato con tecnologia mediatica, principalmente attraverso notizie TV, e riflette una corrente visiva in frammenti di luce, con un effetto che frammenta le informazioni nella sua forma essenziale, un raggio di luce.
La figura serve come catalizzatore liberatorio da troppe informazioni e dalla politicizzazione dei media, che trasforma il processo diffondendo il segnale e il significato letterale in una luce estetica.
Il titolo e l'utilizzo dell'indicazione "emergenza" rappresentano un'associazione tra sé stessi e i simboli. La questione che viene sollevata è quella dell'identità e della necessità di creare identità da oggetti materiali.
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