Il mio punto di partenza per quest'opera è stata la Caccia reale al cinghiale di Velazquez esposta alla National Gallery, un quadro che mi è sempre piaciuto molto per la particolare conformazione ovale e che permette di ottenere una composizione espansa a prescindere dalla prospettiva. Anche Primrose Hill crea una sorta di arena dove le figure si possono sedere in modo contemporaneo, richiamando il tedio e la fantasticheria di Baudelaire. Tra i giovani che vagano per il parco urbano pare vi sia intesa e imbarazzo. Spostandosi tra la prospettiva del primo piano e quella in lontananza il quadro mette in luce gli aspetti psicologici dello spazio e del colore. Ciò fornisce un impulso simile a quello del movimento attraverso gli spazi urbani.
Peter Harrap ha sempre vissuto a Londra, tra Earls Court, Brixton e ora Notting Hill. È profondamente colpito dall'intensità, quella parte della bellezza che si riferisce all'insieme di architettura residenziale, industriale e moderna. Questo crea una psico-geografia complessa. Diversi ambienti generano diverse pitture. Londra è una fonte inesauribile di ispirazione in quanto l'incontrollata espansione urbana è continua e in mutazione. "Adoro questa città perché produce delle immagini che non sono concepite a priori, quindi totalmente inaspettate e curiose da un punto di vista pittorico. In questo aspetto la verità è più bizzarra della finzione".


